Conosci le tue emozioni?

In questo mese di giugno parleremo molto di conoscenza emotiva. Iniziamo a darne una definizione.

Uno degli strumenti più noti e utilizzati, in vari modi, nella pratica del coaching è la Ruota della Vita. Si tratta di un cerchio suddiviso in genere in dieci spicchi, a ciascuno dei quali il coachee è tenuto ad assegnare un punteggio in base al livello di soddisfazione per quella determinata area.

Uno di questi spicchi si chiama emozioni, e suscita spesso un certo sconcerto tra chi deve eseguire il compito.

Cosa significa essere soddisfatti delle proprie emozioni?

 

Intelligenti Emotivi?

Il termine Intelligenza Emotiva è ormai entrato a fra parte del linguaggio comune grazie a Daniel Goleman, ma se chiedessi ad ognuno di voi di darmi una definizione arriveremmo con difficoltà a trovarne una comune. In realtà si tratta di un concetto che raggruppa sotto di sé diversi aspetti e, in particolare, differenti potenzialità individuali.

Una persona può essere molto brava nel percepire le proprie emozioni, definire in quali punti del suo corpo si collocano, utilizzare i vocaboli precisi per distinguere nel dettaglio i propri stati emotivi e anche quelli degli altri… e ciononostante, non essere in grado di controllare le proprie reazioni.

Un’altra persona, viceversa, potrebbe riuscire a mantenersi sempre calma, a modificare i propri pensieri e comportamenti in modo da non essere in balìa delle proprie emozioni; e tuttavia fare molta fatica a riconoscere e distinguere la rabbia dall’ansia, la noia dalla frustrazione, la tristezza dall’apatia. In altre parole, si tratta di una persona che “mette un freno” a una situazione istintivamente pericolosa, senza prima essere andata a fondo per cercare di rimuovere la causa del pericolo.

 

Prima di Goleman

Il modello di intelligenza emotiva di Goleman è un modello misto, che include aspetti della personalità, motivazione ed empatia. . A mio parere sono molto più affascinanti, perché più precisi, i modelli esclusivamente cognitivi che precedono la sua opera di divulgazione.

Secondo Mayer, Salovey e Caruso, l’intelligenza emotiva è una forma di abilità cognitiva di trattamento delle emozioni articolata in quattro rami:

  1. Percezione delle emozioni (abilità di percepire le emozioni in se stessi e negli altri, negli oggetti, nelle arti, nelle storie, nella musica, ecc.)
  2. Comprensione delle emozioni (abilità di comprendere le emozioni, le loro relazioni causali, le loro trasformazioni e miscele)
  3. Facilitazione del pensiero (abilità di generare, usare e provare le emozioni per comunicare i sentimenti, o impiegare le emozioni in altri processi cognitivi come il ricordo o il giudizio)
  4. Gestione delle emozioni (abilità di usare le emozioni in se stessi e negli altri per promuovere la comprensione e la crescita personale)

Tutti questi aspetti costituiscono l’intelligenza emotiva secondo questi autori, ma è evidente che tra i primi due esista un legame speciale, così come tra il terzo e il quarto. Possiamo parlare di conoscenza emotiva e gestione emotiva, e renderci così conto che queste due potenzialità, o abilità, sono strettamente collegate ma anche indipendenti. Ecco spiegati i due esempi riportati nel paragrafo precedente!

 

La conoscenza emotiva

 Prova questo esercizio per una settimana. Ti sconsiglio un periodo più lungo perché è piuttosto impegnativo, ma potrai ripeterlo ogni tanto per ritrovare il focus sulle tue emozioni.

Durante la giornata, ogni volta che provi un’emozione intensa o avverti una significativa alterazione del tuo stato di quiete – non necessariamente in negativo! – scrivi su un quaderno quale situazione l’ha determinata. Cerca di utilizzare termini precisi per descrivere le tue emozioni, ad esempio facendo riferimento all’Atlante delle Emozioni Umane o al cono delle emozioni elaborato da Robert Plutchik.

Alla fine della settimana rileggi il diario e chiediti se hai avuto difficoltà a descrivere le emozioni, e se qualche volta ti sei reso conto mentre scrivevi che il termine corretto non era quello che, istintivamente avresti utilizzato.

Con questo esercizio hai allenato la tua conoscenza emotiva. Nelle prossime settimane usciremo dalla letteratura psicologica per capire, in concreto, i benefici di questa pratica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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