luoghi del cuore

I luoghi del cuore

In origine la meta delle mie vacanze doveva essere Otranto: hotel fronte mare, nessuna necessità di toccare l’auto per dieci giorni e, soprattutto, riposo fisico e mentale. Di questo, in particolare, avvertivo la necessità dopo un anno tra i più impegnativi – forse il più impegnativo – della mia vita.

Poi, la (brutta) novità che rovescia il tavolo: intervento chirurgico, tre settimane di vari malesseri post operatori durante le quali non ho visto anima viva se non chi magnanimamente decideva di farmi visita. E l’attesa per sapere se sarei potuta partire o se era richiesta la mia presenza a casa per iniziare qualche terapia.

Nel momento in cui ho avuto il via libera l’opzione Otranto era già stata accantonata: troppo distante, troppo complicata, e poi chi aveva voglia di starsene tutto il giorno su un lettino dopo tre settimane sdraiata sul divano a guardare Netflix?

Un po’ spaventata dalla mia ripresa che procedeva più lenta del previsto, ho preso in considerazione di unirmi ad un gruppo. In un giorno particolarmente tetro ho persino pensato che avrei potuto fare una crociera. O andare in un villaggio, come feci vent’anni fa quando ero single ma più giovane e timorosa del mondo.

Poi ho fatto una cosa da coach: ho cercato di visualizzare me stessa in crociera.

O al gioco-aperitivo.

O a discutere con il capogruppo per decidere in quale alberghetto malandato trascorrere la notte.

Riuscivo a vedere quelle scene nella mia mente, e le trovavo anche piacevoli in un certo senso, ma io non c’ero. Semplicemente, non c’era posto per me.

 

Primo: non combattere

L’umore, va detto, non era dei migliori. Il mio stato d’animo era più o meno: “pensa che questa potrebbe essere l’ultima vacanza della tua vita”.

Ho capito presto che questo groviglio di emozioni negative non poteva essere eliminato se mi ponevo in modo frontale: era troppo forte e io, in quel momento troppo debole, anche fisicamente.

Allora io e la mia negatività ci siamo sedute a tavolino e abbiamo parlato.

Le ho chiesto se voleva trascorrere le vacanze con qualcuno. Mi ha risposto di no, che preferiva stare sola, perché era stanca di nascondersi per la necessità di mostrare a tutti un rassicurante ottimismo.

Le ho chiesto se c’era qualche posto che avrebbe voluto visitare. Ci ha pensato a lungo, perché il mondo è grande e indubbiamente interessante, ma poi mi ha risposto che avrei visto ogni posto nuovo con i suoi occhi, quelli della tristezza, e allora a cosa sarebbe servita l’esplorazione?

E’ stata lei, quindi, a darmi il suggerimento finale: quali sono i luoghi che associ a momenti felici, bei ricordi, serenità e pace? Vai lì, e io ti accompagnerò ma me ne starò in un angolino buona buona senza dare fastidio.

 

Ripartire dai ricordi

Nel mio percorso La strada Premium, che ho ideato quasi un anno fa in tempi non sospetti, invitavo le persone a scegliere un luogo simbolico che rappresentasse l’inizio della loro nuova vita.

Ecco come sono finita a Camaldoli, e come mai trascorrerò la prossima settimana in una Roma presumibilmente deserta e torrida. Avrebbero potuto essere Parigi, o Volterra, o un campeggio a Fonteblanda.

In questo viaggio ho portato con me un piccolo libro di Giovanna Angiolini, il Quaderno delle liste. Ogni emozione, oggetto, elemento naturale può rientrare in una lista, ma forse quella dei luoghi è la più emozionante di tutte.

Fatela, questa lista dei vostri luoghi del cuore. Anche se non potrete tornarci fisicamente, perché magari sono dall’altra parte del globo, sono il porto della vostra anima, che nessuno può chiudere, in cui vi sentirete sempre al sicuro.

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